Manifesto per l’interoperabilità sanitaria
Primo, i dati clinici sono patrimonio dell’umanità, dunque sacri. L’integrità, la coerenza e la sicurezza delle informazioni mediche trascendono gli interessi commerciali e le comodità tecnologiche.
Secondo, la tecnologia deve servire l’umanità, non asservirla. Gli strumenti sanitari devono semplificare il lavoro del curante, non appesantirlo con complessità.
Terzo, la tecnologia sanitaria interoperabile deve essere accessibile a tutti i fornitori, non solo alle grandi istituzioni con ampie risorse.
Quarto, in ambito sanitario, il vendor lock-in non deve mai essere l’unico percorso praticabile. I clinici devono poter scegliere sistemi interamente gestiti quando rispondono alle loro esigenze, e devono poter scegliere di mantenere il controllo sovrano sui dati che raccolgono, sulle conoscenze che generano e autonomia operativa per adattare o sostituire i propri strumenti e flussi di lavoro all’evolversi della loro pratica.
Quinto, l’interoperabilità viene prima del profitto. Gli standard aperti come DICOM e HL7 non sono ostacoli da superare, ma fondamenta su cui costruire una tecnologia sanitaria etica.
Sesto, l’evidenza clinica deve essere ABARA: As Broad As Responsibly Achievable, cioè quanto più ampia e responsabilmente ottenibile. Per migliorare la qualità dell’evidenza scientifica, bisogna attingere alla più ampia base di evidenza rilevante. I dati esistono, e gli strumenti per trarne conoscenza sono ormai accessibili. Il compito della tecnologia sanitaria è quello di abilitare il riutilizzo responsabile dei dati clinici per la ricerca. L’interoperabilità basata su standard aperti è necessaria.
Settimo, per i nostri prodotti, soluzioni verticali hanno precedenza su quelle orizzontali. Invece di costruire sistemi completi che cercano di fare tutto, le nostre soluzioni mirate devono eccellere nel loro ambito e connettersi all’ecosistema più ampio.
Ottavo, questo lavoro va oltre il business—è una vocazione. Gli ecosistemi sanitari devono essere governati da apertura, semplicità e integrità in tutte le decisioni tecnologiche.
Nono, trasparenza e collaborazione sono fondamentali. L’informatica medica è complessa, le implementazioni sono impegnative e molti ostacoli sono già stati superati. Le soluzioni devono essere riutilizzate: le risorse umane sono troppo preziose per essere sprecate reinventando ciò che è già stato risolto.
Questa è la nostra alleanza con la comunità sanitaria. Questo è il nostro impegno per il futuro della tecnologia medica: ci attende un futuro in cui chiedere un’integrazione proprietaria sarà assurdo quanto chiedere a Bartolini di spedire senza passare da container. Quando lo scambio di dati clinici tramite standard aperti sarà consolidato quanto il trasporto merci standardizzato oggi, allora avremo raggiunto il nostro obiettivo.